Il commercio a Benevento. Cose non fatte, cose da fare.

Lucio Lonardo, a margine di una conferenza, ha divulgato una notizia rilevante che è passata quasi inosservata: a contrada Piano Cappelle, in un fabbricato di grandi dimensioni, dovrebbe aprire a breve una nuova ed enorme struttura commerciale con esercizi e prodotti “made in China”.
Questa notizia sta allarmando gli esercenti locali che ne temono la ricaduta su un settore già fortemente in crisi.
Ogni cittadino assiste impotente all’aumento del numero delle saracinesche abbassate così come quello delle strutture abbandonate e dei negozi sforniti; lungo alcune delle principali strade commerciali di Benevento si possono contare più vetrine vuote con annessi cartelli “Affittasi” che negozi aperti.
In ogni città i negozi fanno fatica e il settore ha subito un forte contraccolpo: la crisi economica e la riduzione dei consumi hanno impoverito gli incassi, le spese sono aumentate (vedi Tarsu, Tasi, obbligo Pos), gli istituti di credito concedono sempre meno prestiti, e le tanto temute cartelle esattoriali di Equitalia rappresentano uno spauracchio per gli imprenditori.
Il fenomeno non è locale ma è pur vero che a Benevento le conseguenze sono state più drammatiche che in altre realtà. Come mai?
La Costituzione Italiana, le leggi e le normative susseguitesi negli anni, attribuiscono le competenze per il controllo, la regolamentazione e la programmazione in materia all’Ente Comune. In ogni comune, infatti, esistono uffici e assessorati specifici, dedicati alle attività produttive ed al commercio.
Allora ci chiediamo: cosa ha fatto il Comune di Benevento in questi anni di crisi?

1) ha promosso mercatini e sporadiche manifestazioni con bancarelle varie lungo il Corso;
2) ha intensificato i controlli su agibilità, destinazione d’uso, presenza di standard, senza però preoccuparsi delle conseguenze e delle possibili soluzioni, lasciando i poveri utenti in balia di uffici diversi (urbanistica, commercio, Asl e Vigili Urbani) che sono in disaccordo tra loro;
3) ha aumentato al massimo tutte le aliquote e ogni tassa comunale;
4) ha utilizzato con arroganza e superficialità i soldi incassati dalla TARI (rifiuti) ottenendo degli utili che dovevano servire per ridurre le aliquote su una tassa non pagata da tutti i contribuenti (tale sperpero e tale gestione si deve proprio al dott. Lonardo ed alla sua ASIA);
5) ha avviato una campagna di riscossione forzosa e iniqua al solo scopo di pareggiare i conti delle casse comunali in dissesto;
6) ha reso la città sporca e cadente;
7) ha adottato regolamenti in contrasto tra loro;
8) ha distrutto i servizi (primo tra tutti il trasporto) e taglieggiato con multe e balzelli acquirenti e negozianti.
Cosa avrebbe dovuto fare:
1) attuare una politica vera di regolamentazione del settore adottando un piano commercio in modo da controllare le aperture e le variazioni;
2) incentivare pratiche corrette o contribuire ad aiutare il settore prevedendo sgravi e aiuti (ad esempio, sconti sul parcheggio per chi fa shopping in centro);
3) adottare politiche chiare e trasparenti;
4) promuovere iniziative concrete a favore del commercio;
5) svolgere il ruolo di arbitro per evitare dispute tra bar, negozi, ristoranti, residenti e parcheggiatori abusivi.
La politica di questa Amministrazione nei confronti del commercio in questi dieci anni è stata miope e sprovveduta.
Uno degli esempi più eclatanti di una politica clientelare e incompetente è stato il centro commerciale “I Sanniti”. Il Centro Commerciale nacque da un accordo sottobanco con alcuni commercianti locali che decisero di spostarsi dando così la possibilità a Zamparini, all’Amministrazione ed alcuni imprenditori locali di fare business. Altro esempio in negativo è stato il Malies.
Attualmente non esiste una reale programmazione e, se da un parte c’è chi paga pochissimo in tasse e canoni (anche immobili comunali), c’è anche chi paga due o tre volte di più; c’è chi ha parcheggi e servizi e chi non può uscire dalla porta del negozio. Tutto ciò facilità le speculazioni, scoraggia gli onesti e colpisce al cuore il commercio.
La concorrenza è l’anima del commercio ed eventuali nuove strutture commerciali dovrebbero aiutarlo ma, in presenza di assenza di controlli e di regole, si rischia solo una guerra al ribasso in cui vincerà chi ha più soldi e più amici.
Noi cittadini a 5 stelle abbiamo un progetto serio che ci permetterà di programmare i prossimi 10 anni stabilendo regole certe per tutti, di ridurre i costi, di aiutare chi è in difficoltà, di aumentare i servizi e la qualità del commercio locale a favore di negozianti e acquirenti.
Solo in questo modo il settore formato da tanti soggetti diversi (centri commerciali, grande e piccola distribuzione, piccoli esercizi commerciali, Cinesi…) potrà riprendersi e contribuire al benessere di tutti i cittadini.

Vittorio Giangregorio – Meetup Grilli Sanniti

Vittorio Giangregorio

 

p.s.: Mercoledì 16/03/2016 Marianna Farese ed i candidati del Meetup Grilli Sanniti vi aspettano qui: http://www.meetup.com/it-IT/grillisanniti/events/229583305/

 

 

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Pubblicato il 16 marzo 2016 su News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

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