Ma che musica, maestro? Risposta al “giovane” Raffaele Del Vecchio

Il candidato alle primarie del Pd e vicesindaco, Raffaele Del Vecchio, dalle colonne de «Il Sannio Quotidiano», nei giorni scorsi si è espresso riconoscendo il carattere distintivo del Movimento 5 Stelle, l’onestà. Un tratto che, a suo dire, ci accomuna. Ma è arduo capire come, visto che lui, per tanti anni, è stato colonna portante di una Giunta comunale “attenzionata”, più volte e per ragioni diverse, dalla magistratura e dalla Guardia di Finanza. Non avverte scrupoli di ordine morale?

L’intervista continua e, a proposito dei competitor, Del Vecchio evidenzia che i candidati consiglieri o Sindaco/Portavoce della lista M5S non hanno esperienza amministrativa: cioè non possono annoverare tra le competenze messe in campo i fallimenti delle aziende municipalizzate, il costo esorbitante della gestione dei rifiuti, i milioni di debiti del Comune, avere fatto di Benevento una città con una cattiva qualità della vita. 

Il vicesindaco rivendica, poi, la discontinuità con l’amministrazione in carica: che spericolato esercizio di arrampicata sugli specchi! Dire «il Sindaco Pepe non mi appoggia» non è sintomo di una rottura col passato, piuttosto di una frattura interna al Pd, che mette a nudo gli individualismi e le ambizioni dei singoli che impediscono ogni attenzione, reale e dovuta, al bene comune, alla Città e ai cittadini. 

Infine, illustra la Benevento che immagina, la città “del vecchio”: esattamente uguale alla città dell’ultimo decennio. Un identico blocco di potere che sostiene le politiche di consumo del territorio già adottate, che ha mostrato incapacità nel gestire la mobilità urbana, che non ha riservato attenzione alcuna al decoro urbano, lasciando che l’incuria in città degenerasse in degrado.

Se il vicesindaco vuole qualche idea davvero nuova e vicina alle esigenze della popolazione, lo aspettiamo domenica 21, al President Hotel: sarà ospite gradito. Scoprirà che oltre ad essere onesti, i pentastellati hanno studiato approfonditamente in questi anni, conoscono i problemi della città e propongono soluzioni concrete innestate su un visione d’insieme innovativa. 

Il timore è che, purtroppo, al “giovane” Del Vecchio interessi poco tutto questo, così come pure interessa poco al suo direttore d’orchestra, l’onnipresente e onniveggente Sottosegretario, suo mentore, che dietro le quinte mette insieme grandi collettori di voti. 

Caro Vicesindaco, dopo dieci anni di cacofonia, abbia un po’ di compassione per i timpani sanniti!

21febbraio

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Pubblicato il 19 febbraio 2016 su News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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