La rivoluzione gentile, il gesto esemplare, il dovere della vigilanza

Albert Camus scrive: «Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che si cambi in esempio». Appartenere al M5S significa tradurre, senza indugi, in buone pratiche quanto si reputa essenziale, significa ambire ad azioni che siano d’esempio.

Nei giorni scorsi, i Cinquestelle hanno aggiunto un altro tassello alla “rivoluzione gentile” che sta investendo la città di Benevento, con la decisione dei consiglieri regionali campani del M5S di restituire buona parte dei loro stipendi alla comunità sannita alluvionata per la riattivazione dei laboratori dell’Istituto scolastico Rampone. Un gesto concreto, di buon senso, che esponenti della vecchia politica, spesso autoreferenziali, hanno liquidato con commenti superficiali, talvolta scomposti fino all’inverosimile, dimostrando l’impermeabilità a comprendere le azioni semplici, trasparenti e immediatamente efficaci della nuova politica. I cittadini, invece, hanno capito la valenza dirompente del gesto, che proclama, finalmente, che “il re è nudo”. Il M5S non si limita a impegnarsi ad abbattere i costi esorbitanti della politica ma mostra che, qui e ora, sono possibili atti rivoluzionari tangibili, che non ci sono scuse che tengano per rinviare ad altra data quanto occorre fare per il bene comune.

L’alluvione di ottobre è la più grande calamità che ha colpito il Sannio, dopo il terremoto del 1980, e rischia di conoscere una deriva analoga. Oltre al danno materiale subito da centinaia di famiglie e aziende, potrebbe aggiungersi il concreto rischio di una iniqua ripartizione dei fondi che sono stati e saranno stanziati per la ricostruzione. La vecchia politica vive di gestione delle risorse pubbliche. Le catastrofi sono come miele per le mosche. Il M5S di Benevento vigilerà, da subito, affinché questo disastro non diventi l’ennesima occasione per nutrire clientele, affinché il denaro della comunità venga utilizzato con trasparenza e con lungimiranza, affinché si eviti il ripetersi di quanto accaduto dopo il sisma, trentacinque anni fa, affinché i “piccoli”, incapaci di organizzarsi in lobby, non vengano posposti ai “grandi” con i loro referenti politici e i loro gruppi di pressione.

Solo il pensionamento di una classe dirigente che si è rivelata non all’altezza delle grandi sfide di manutenzione del territorio, con la sua ansia di consumare suolo e costruire (si rilegga a proposito il programma Pepe del 2011) può garantire un cambio di rotta, che metta la tutela dell’ambiente al primo posto, che ponga l’ineludibile questione di una messa in sicurezza dell’intero territorio cittadino e sannita in cima agli impegni da assolvere.

Annunci

Informazioni su Gianfranco De Luca

Vedi social

Pubblicato il 4 novembre 2015 su Comunicati Stampa. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: