Abolizione Prefettura: solita storia, ci rimette sempre il cittadino.

Il M5S, con i suoi attivisti, ha partecipato all’incontro tenutosi oggi in Prefettura, nel quale tutte le compagini sindacali hanno espresso preoccupazione per la soppressione della Prefettura con il conseguente ridimensionamento della questura, dei vigili del fuoco, dell’agenzia delle entrate, per i disagi conseguenti per i lavoratori interessati e per i cittadini (deprivati dei servizi conseguenti salvo notevole aggravio nel riceverli in altra sede, leggasi: Avellino), e per la conseguente diminuzione di ricchezza a livello provinciale. Da più parti si è puntato l’indice verso una classe politica che negli ultimi 50 anni non ha saputo interpretare né difendere gli interessi del Sannio. Tutti hanno sottolineato la perfetta inutilità della normativa che sopprime la prefettura di Benevento e di altre 22 città con risparmi di spesa minimi (se non ridicoli). In nome della revisione della spesa si avrebbe, infatti, una riduzione di circa tre milioni di euro complessivi. La revisione della spesa, anziché riguardare unitariamente ciascuna delle prefetture italiane, è stata concentrata totalmente su queste 23 che dovranno sparire (mentre altre piccole realtà come Matera non sono toccate, sembrerebbe, per questioni politiche).


Dall’incontro è emerso, se ce ne fosse stato bisogno, lo scollamento fra i bisogni reali della cittadinanza e la rappresentanza politica, assente, silente. Possibile che nessun deputato sannita ritenga la vicenda importante? L’on. Del Basso De Caro rivela in questo caso il suo “bifrontismo”: da una parte, come politico beneventano, dichiara inutile il provvedimento, foriero di disagi per tutti, dall’altro, come membro del Governo, ha cercato di parare il colpo nei giorni scorsi, affermando che si trattava di notizia nota da due anni, mostrandosi, infine magnanimo: “vedremo cosa si può fare…”. Alludendo ad una politica fondata sulle categorie dell’amicizia, della “buona parola”, della benevolenza calata dall’alto, piuttosto che a quella fondata sull’utilità o meno di un provvedimento. L’impressione, amara, insomma, è che i politici creano problemi inutili ed i cittadini (attivamente) sono chiamati a risolverli.
Il M5S, pur essendo favorevole all’abolizione di tutte le Prefetture (senza selezioni dettate da potentati politici locali), biasima le modalità scelte, senza la pianificazione di un riordino delle competenze, e annunzi il proprio sostegno alle manifestazioni dei lavoratori colpiti da questo caotico “riordino”. È fondamentale, infine, che l’eliminazione delle prefetture non crei carenze nella sicurezza dei cittadini con ridimensionamento o decentramento di questure e vigili del fuoco.

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Pubblicato il 23 settembre 2015 su News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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