Archivio mensile:settembre 2015

Partecipate: Perché la GESESA deve comprare CABIB? #m5sbn

acquapubblica

Cosa vuol dire partecipazione? È un termine molto usato ed intorno al quale da sempre ci si interroga. Nasconde in sé tante questioni: si può partecipare ad un evento, si può partecipare una decisione e si può partecipare ad una discussione. Per i filosofi («Est autem partecipare quasi partem capere» dice Tommaso d’Aquino) partecipare serve a capire, per Giorgio Gaber senza partecipazione non può esserci libertà. Ultimamente il termine partecipazione è divento molto frequente sulla stampa e soprattutto nei programmi politici, e ovviamente ad abundantiam è stato utilizzato anche nel Programma di Mandato dell’attuale Amministrazione Comunale di Benevento. Anche l’Europa ha sancito, con la Carta europea dei diritti dell’uomo nella città, la necessità di promuovere e favorire tale partecipazione, ed ogni Stato membro (compresa l’Italia) sta adeguando ogni norma imponendo forme partecipative. Per noi del MoVimento 5 Stelle Trasparenza e Partecipazione sono elementi fondamentali ed irrinunciabili, e da sempre sproniamo e favoriamo la partecipazione ‘attiva’ dei cittadini nei processi decisionali intorno ai beni comuni.
Ma c’è anche un altro termine che deriva da partecipare, ed è ‘partecipate’: le aziende miste in cui l’Ente pubblico ‘partecipa’ con il privato per l’erogazione dei servizi ai cittadini.
A Benevento c’è ASIA, che partecipa annualmente i suoi costi con i cittadini beneventani, poi c’è l’AMTS, che partecipa più che altro disservizi, ed è oramai un Ente sull’orlo del fallimento proprio a causa della ‘partecipazione’ alla costruzione di un parcheggio con imprese private, e infine c’è la GESESA.

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Abolizione Prefettura: solita storia, ci rimette sempre il cittadino.

Il M5S, con i suoi attivisti, ha partecipato all’incontro tenutosi oggi in Prefettura, nel quale tutte le compagini sindacali hanno espresso preoccupazione per la soppressione della Prefettura con il conseguente ridimensionamento della questura, dei vigili del fuoco, dell’agenzia delle entrate, per i disagi conseguenti per i lavoratori interessati e per i cittadini (deprivati dei servizi conseguenti salvo notevole aggravio nel riceverli in altra sede, leggasi: Avellino), e per la conseguente diminuzione di ricchezza a livello provinciale. Da più parti si è puntato l’indice verso una classe politica che negli ultimi 50 anni non ha saputo interpretare né difendere gli interessi del Sannio. Tutti hanno sottolineato la perfetta inutilità della normativa che sopprime la prefettura di Benevento e di altre 22 città con risparmi di spesa minimi (se non ridicoli). In nome della revisione della spesa si avrebbe, infatti, una riduzione di circa tre milioni di euro complessivi. La revisione della spesa, anziché riguardare unitariamente ciascuna delle prefetture italiane, è stata concentrata totalmente su queste 23 che dovranno sparire (mentre altre piccole realtà come Matera non sono toccate, sembrerebbe, per questioni politiche).

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La giunta Pepe/Del Vecchio si autocelebra…sulla pelle (e le tasche) dei cittadini.

Con un’improntitudine a cui oramai, purtroppo, siamo abituati, il Sindaco Fausto Pepe, in un monologo autocelebrativo, a seguito dell’approvazione dell’ultima tranche di debito fuori bilancio di trentadue milioni di euro, si è vantato di aver risolto una questione gravosissima ereditata dalle giunte precedenti e di accingersi ad immettere una benefica liquidità nel tessuto economico cittadino. Partendo dal presupposto che la questione “bilancio” è ancora aperta, con le sue spine non solo tecniche ma anche politiche, che hanno visto l’ennesimo episodio trasformistico di sedicenti consiglieri di opposizione che hanno votato con la maggioranza, andando in soccorso, italicamente, dei vincitori, vanno svolte alcune semplici considerazioni:
1) Possibile che per risolvere la gravosa questione si sia dovuto aspettare lo scadere della doppia sindacatura?
2) L’infausto decennio pepiano non ha accresciuto in alcun modo il carico di debiti del Comune?
3) Sulla carta si è provveduto a far quadrare i conti spalmando tutti i debiti sui prossimi trent’anni anni e “ipotecando” ogni bene comune. Cosa succederà se da sotto al tappeto verranno fuori altri debiti non molto abilmente nascosti (partecipate, consorzi, discariche), e cosa sarà di noi se i presunti proventi delle riscossioni si riveleranno non reali o meglio immaginari?
4) Chi ha partecipato in ruoli di assoluto rilievo a tale esperienza può essere un candidato credibile a guidare la città per il prossimo quinquennio?
5) È eticamente corretto vantare presunti successi nel momento in cui Benevento vanta un accertato carico di tasse comunali elevatissimo?

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10/09/2015: Bilancio, Pepe e Del Vecchio salvati da… Capezzone!

Il meetup a 5 stelle “Grilli Sanniti” era presente ieri con i propri attivisti al consiglio comunale di Benevento (la seduta è stata videoregistrata e sarà messa a disposizione dei cittadini nei prossimi giorni): già l’apertura dei lavori, prevista per le 10.30, è avvenuta con due ore di ritardo, ennesima dimostrazione di strafottenza dell’amministrazione Pepe/DelVecchio verso i cittadini presenti. D’altronde, questo e poco più ci si può aspettare da personaggi capaci di presentare ed approvare un bilancio previsionale non solo tardivo (c’è stato anche l’ennesimo richiamo da parte del Prefetto) ma che, nelle numerose pagine che lo compongono, sta dimostrando ancora una volta che certi “professionisti della politica”, per il bene della città, è meglio che vadano a casa prima possibile, tanto ormai i danni irreparabili sono stati fatti e toccherà alla popolazione beneventana “rimettere insieme i cocci” per i prossimi 30 anni (ergo: tasse a go-go grazie a PEPE/DEL VECCHIO/DEL BASSO DE CARO e compagnia). Senza dimenticare poi che l’approvazione è avvenuta ancora una volta solo grazie al consigliere Capezzone, “pezzo” della minoranza ormai vicino alla famiglia renziana.

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