CHI AVRÀ MISERICORDIA DEI LAVORATORI DEL 118? #m5sbn

Puntuale arriva una nuova puntata della “tragedia” dei lavoratori senza diritti e senza futuro. Questa volta sono in agitazione e preoccupati per la loro sorte i dipendenti del servizio 118. Già quando fu affidato il servizio alla nuova ditta in sostituzione della SANI.T ci ritrovammo a dover dare solidarietà e sostegno agli operatori del 118 accampati sotto la sede ASL. Proprio in quel periodo lo scandalo delle telefonate e delle ingerenze politiche nella gestione dell’Azienda era su tutte le testate nazionali e l’allora ministro NUNZIA DE GIROLAMO fu costretta a dimettersi. Oggi i lavoratori del 118 ci hanno nuovamente contattato lamentando un comportamento anomalo da parte della ditta affidataria del servizio che invia lettere e contestazioni ai dipendenti, paventando anche esuberi e mobilità. Tutto ciò nonostante il servizio affidato venga svolto con minor personale ma ad un costo maggiore di quanto avveniva con la precedente ditta affidataria.

Ovviamente come già è avvenuto per il passato esprimiamo la nostra solidarietà rispetto al personale del 118 che svolge un servizio delicato ed importantissimo per tutta la collettività e tramite i nostri portavoce in Parlamento, in Europa ed oggi anche in Regione metteremo in essere ogni atto ed ogni attività possibile a sostegno delle loro rivendicazioni. Non possiamo però non sottolineare come ancora una volta chi detiene il potere su mandato degli elettori non riesce in alcun modo a gestire il “Bene Comune” e tutto ciò ricade sempre sulle spalle dei più deboli: insomma, come al solito la POLITICA guarda sempre da un altra parte. Che poi sia un Ente Pubblico (l’ASL) il soggetto beneficiario e finanziatore del servizio rende ancora più squallida la questione. Nel guazzabuglio creato dalle norme e da chi ha amministrato ed amministra la sanità la questione del 118 assume caratteri surreali: i MEZZI sono dell’Asl, i MEDICI sono dipendenti dell’azienda e la stessa azienda paga dei costi mentre altri, come la manutenzione dei mezzi, ricadono senza alcun controllo sulla ditta affidataria. Un sistema impossibile da gestire dove i dipendenti che una volta erano pubblici oggi passano da una ditta all’altra cambiando contratti e posizione a secondo degli appalti o a seconda di chissà quali perverse logiche. In un altra nota paragonammo questo sistema a quello dei caporali che taglieggiano i poveri manovali e per questo faremo tutto il possibile per mettere fine a questi sistemi scellerati che alimentano solo malaffare e sfruttamento del lavoro materiale a beneficio di pochi. Un ultimo appello possiamo farlo alla ditta affidataria: non possiamo entrare nel merito di questioni aziendali e rapporti di lavoro ma possiamo chiedere senza dubbio che faccia onore al suo nome e chiarisca subito la sua posizione nei confronti dei dipendenti poiché, da sempre, la MISERICORDIA è sinonimo di compassione dei problemi altrui e non di business.

A riveder le stelle

miseric

 

Annunci

Informazioni su Gianfranco De Luca

Vedi social

Pubblicato il 24 luglio 2015 su Comunicati Stampa, News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. Gionata Fatichenti

    Forza Venite Gente
    È arrivata la Misericordia…

    Gionata Fatichenti
    Direttore del Servizio

    Non stupisce ormai, veder cotanto ardore nel parlar del servizio 118 di Benevento. Abbiam sentito Gufi sperar che il servizio non venisse affidato alle Misericordie, Cornacchie dar aria al becco approntando cori dei qual nessuno ha mai compreso il suono, ed infine Grilli raccomandar Misericordia per gli operatori del servizio 118, e chiedere di onorare il nome che portiamo.

    Gli operatori del servizio 118 sono professionisti appassionati al loro lavoro che quotidianamente interpretano come una missione, ed assolutamente hanno bisogno che qualcuno usi loro Misericordia, anzi volentieri sono accolti nel nostro Movimento, che vorremo qui ricordare, si onora da oltre 770 anni di servire chi è nel bisogno, nella malattia e nell’abbandono.

    Lo facciamo anche a Benevento, oramai da 30 anni, con dignità e compassione attraverso l’aiuto alimentare agli indigenti, il servizio agli anziani e ai disabili, attraverso la presenza costante sul territorio ma soprattutto NON partecipando al mercimonio del trasporto sanitario, messo in scena da businessman delle ambulanze che, appostati sotto agli ospedali, chiedono delle cifre esose agli sventurati bisognosi di esser trasportati a casa.

    Le Misericordie, insieme alle altre VERE associazioni di volontariato, sono lì, nel silenzio, con dignità e rispetto a fianco di chi è nel bisogno, raccogliendo dal proprio popolo quello che ciascuno può dare, sia questo un bicchiere d’acqua o un’offerta economica.

    La Misericordia, quella Divina, si sa è paziente, è benigna; non invidia, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità; tutto tollera, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Ma la Misericordia degli uomini, di quello che scrive almeno, è tutti i giorni insidiata e messa a dura prova.

    È facile oggi, gridare solidarietà ai “lavoratori del 118”.
    Ma quanti sono poi questi lavoratori bisognosi di solidarietà: dieci, cinquanta o cento?
    Di certo, noi possiamo affermare senza timore di smentita, che la maggior parte sono quelli che onorano la loro professione con dedizione e grande responsabilità, disponibili a trovare soluzioni e al dialogo con questa gestione che li ripaga con il massimo rispetto e cortesia, attendendo a pagamenti puntuali e precisi, elaborando turni di servizio che vadano incontro alle esigenze dei lavoratori e nella flessibilità degli eventuali cambi necessari, limitando al massimo gli spostamenti tra le varie postazioni della provincia ma soprattutto intavolando con gli stessi un rapporto di fiducia e di confronto che mette al centro anzitutto la loro dignità di lavoratori e di professionisti.

    Ma allora in un caldo pomeriggio di luglio, mi fermo e mi chiedo: cosa stiamo sbagliando? Dov’è l’errore? Perché nonostante questo, oramai da oltre un anno veniamo infamati, infangati, denigrati e colpevolizzati di azioni che mai noi abbiamo messo in essere?
    Allora il mio compagno di riflessione, mi guarda, sorride e mi dice: “Sei a Napoli!”
    Ma io, in questi mesi, a Benevento, ho conosciuto troppa brava gente per cedere a questo luogo comune.
    Allora vedo sulla scrivania un fascicolo, nel quale nel corso di questi mesi ho collezionato un po’ di cose ed è sfogliandolo che mi sovvengono le risposte:
    sarà perché non abbiamo ceduto a chi ci ha chiesto di “sostenere” delle spese, per così dire, non previste;
    sarà perché non abbiamo ceduto la nostra autonomia di gestione, assecondando le più curiose richieste;
    sarà perché non elaboriamo le turnazioni secondo alcuni piacimenti, ma la facciamo uguale per tutti;
    sarà perché non abbiam guardato in faccia, ai soliti noti, e abbiam proceduto spediti;
    sarà perché parliamo troppo direttamente con i dipendenti;
    o perché non abbiam accettato inviti a cena con la promessa di trovar accordi con i quali poi, mi si diceva, “vai a tutt e parti”.

    Ma il tempo delle risposte, ahimè, lascia di nuovo spazio alle domande nell’attimo di un voltar pagina, e allora mi vien da chiedermi:
    ma tutti questi grilli, gufi e cornacchie, dov’erano quando i dipendenti venivan pagati a suon di “trasferte Italia” e di “indennità disagiata sede”?
    Dov’erano quando si operavano trasferimenti di sede intimidatori o punitivi?

    Stavan forse in aria tra un salto e un altro, quando a fronte di una maggior dotazione economica, si firmavano accordi sulla banca ore, costata poi ai dipendenti un bel po’ di soldini?
    E ancora, dov’erano quando si mettevano in cassa integrazione gli otto autisti?
    Ma soprattutto, come hanno potuto non vedere gli autisti tenuti a casa senza un turno mensile e chiamati a qualunque ora per coprire gli imprevisti, o gli infermieri fatti lavorare a sei euro l’ora? Non è forse questo il caporalato?
    Non hanno sentito parlare dei toni poco “gioiosi” con cui telefonicamente si impartivano ordini?

    Allora cerco sulle Pagine Bianche il numero telefonico dei sig. Grilli Sanniti, ma non lo trovo. Peccato, avrei voluto chiedergli perché anche lui si è unito al club degli “Anti Misericordia”, senza usar la cortesia di far due chiacchiere con noi, senza concederci il lusso di raccontargli come ci siamo subito accollati tre autisti in più ai sessanta previsti pur di non licenziare nessuno, come abbiamo subito garantito a tutti i dipendenti un turno mensile necessario all’organizzazione delle propria vita privata, come abbiamo subito eliminato la banca ore, sostenendo le ore in eccesso con un meccanismo per il quale i dipendenti sono regolarmente pagati pur rimanendo a casa.

    Perché, sig. Grilli, non ci ha concesso di raccontarle come fin dal primo giorno abbiamo stabilizzato le infermiere, donne, trovate con incarico a partita iva e subito assunte al fine di non ostacolare il loro diritto alla maternità, e di come abbiamo subito aumentato la retribuzione ai pochi infermieri rimasti a partita iva con incarico di sostituzione?

    Avrei potuto anche dirle che la manutenzione del parco ambulanze, dal primo giorno, è affidata ad una officina autorizzata della marca delle ambulanze, presente sul territorio di Benevento, la quale certifica che la manutenzione e le riparazione dei mezzi sono fatti a regola d’arte e con l’utilizzo di materiale originale.

    Ma cosa importante, avrei potuto mostrarle che i provvedimenti che lei cita, sono per la maggior parte richiami verbali e non provvedimenti disciplinari, emessi nei confronti di pochi dipendenti che in modo abitudinario omettono degli atti amministrativi o in alcuni casi si rifiutano di indossare la divisa che gli viene fornita da chi li ha assunti e mensilmente onora il suo impegno. Avrebbe scoperto che in un anno e mezzo di gestione abbiamo avuto l’ardire di sanzionare tre episodi in cui:
    – non si assisteva correttamente un paziente ancora sistemato sulla barella dell’ambulanza e quindi legalmente sotto la nostra responsabilità;
    – si apponeva la firma di presenza a lavoro pur allontanandosi subito dopo;
    – si metteva in marcia l’ambulanza, consentendo a tre membri dell’equipaggio di sedere nel vano guida, ovviamente omologato per due posti, inficiando cosi ogni copertura assicurativa in caso di sinistro.

    Su questo, le garantisco, che non c’è protesta che tenga, e che, proprio nel rispetto dei professionisti che si attengono quotidianamente alle regole e alle norme del “buon servizio”, torneremo irremovibili a sanzionare tutti gli atteggiamenti che minino la sicurezza dei nostri pazienti e dei nostri operatori.

    Avrei, infine, potuto spiegarle che la crisi e la mobilità che lei cita, scaturiscono da un rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, non previsto, e che porta ovviamente una maggior retribuzione a fronte di un monte ore lavorabili più alto e che, applicato integralmente alla realtà beneventana, porta inevitabilmente ad ore di esubero. Da qui ad accusarci, si dimentica di citare che una soluzione noi l’avevamo proposta e che soprattutto la stessa blindava i posti di lavoro, recepiva la nuova retribuzione con effetto retroattivo a partire dal gennaio 2015 e andava a trattare solo sul 50% degli arretrati 2014. Vorremmo inoltre ricordare che la nostra proposta è stata rigettata dalle OO.SS. prima ancora che venisse formulata presso gli uffici provinciali del lavoro, in virtù di una assemblea sindacale, a sentir dire poco partecipata, ma che in nome della democrazia ha deciso per tutti!

    Purtroppo la Misericordia non fa false promesse, né è avvezza a fare mercato, per cui, come facciamo oramai da mesi, ricordiamo anche qui, che il vincolo di spesa è indicato nella gara di appalto, e che, fermo restando questo vincolo, siamo aperti a tutte le soluzioni che vorranno esserci proposte e che stiamo ancora aspettando!

    E lei, sig. Grilli, che emette sanzioni verso chi amministra il “Bene Comune”, ha provato a pensare che forse si tace perché non vi è alcun malaffare, o perché forse si attende più al responso degli ispettori del lavoro, dell’INPS, ai report mensili che la ASL analizza per definire se il servizio prestato è corrispondente a quanto richiesto o al vero sentire dei tanti lavoratori di questo servizio, anziché attendere solo a chi usa toni più alti, a chi urla, gracchia e canta organizzando manifestazioni contro la Misericordia sostenute in qualche modo da ditte concorrenti?
    Inoltre dovranno pur significare qualcosa le cinque sentenze su cinque, che si sono espresse a nostro favore.

    Da toscano, pensando ai Grilli, non può che sovvenirmi la favola di Pinocchio, in cui il “Grillo Parlante” rappresenta la saggezza, la verità e la giustizia. Ecco sig. Grilli mi consenta di ripagarla della cortesia e di raccomandarle altrettanto di onorare il suo nome e di come il grillo di pinocchio, mostrarsi in volto e volerci incontrare così da fugare ogni dubbio che dietro a Gufi, Grilli e Cornacchie ci sia sempre la solita Madre Natura.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: