Coltiveremo idrocarburi nel Sannio?

 blocca baselice

Le chiamano “coltivazioni”, ma non stiamo parlando di prodotti della terra, bensì di titoli minerari per la ricerca in terraferma che consentono le attività di sviluppo e produzione di un giacimento di idrocarburi liquidi e gassosi. Queste “speciali coltivazioni”, sono il seguito dei “permessi di ricerca”, cioè indagini e perforazione del pozzo esplorativo per l’individuazione di eventuali giacimenti di idrocarburi, già attribuiti a ben due progetti che lambiscono parte della provincia di Benevento: Nusco e Santa Croce. Il nome di “coltivazioni” così inappropriato ad una prima analisi semantica, può essere considerato un funesto presagio, se si pensa che in futuro potremmo coltivare vitigni, olive, patate…. agli idrocarburi.

Sono previste delle compensazioni destinate alle amministrazioni Pubbliche “royalties”, e “bonus-carburante” per i residenti dei comuni interessati. Ma le royalties non vengono corrisposte fino ad una produzione di 20.000 tonnellate in terraferma, e i bonus annuali sono irrisori (140,25 € il secondo bonus), ora legati alle fasce di reddito da un minimo di 30 €. Dall’elenco storico pubblicato sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico, apprendiamo che nel Sannio si perfora dal 1961 con S. Arcangelo a Trimonte, poi nel 1971 a Castelpagano, e si continua fino agli anni ’90, per un totale di 17 pozzi, la maggior parte dei quali non produttivi, e quindi minerariamente chiusi, come Circello, Tocco Gaudio e Pesco Sannita. Stiamo parlando di pozzi profondissimi, dal meno profondo di Morcone (1492 m), a quello ultra profondo di Molinara (5400 m). Successivamente nel 2010, vengono attribuiti i permessi esplorativi al progetto Nusco e Santa Croce, sospesi nel 2013 in attesa di Valutazione di Impatto Ambientale.

Nel 2011 si aggiungono poi altre due istanze di permessi di ricerca: Pietra Spaccata e Case Capozzi, che interessano trentadue comuni del Beneventano e 4 comuni della provincia di Avellino. Alcuni comuni rientranti nel progetto Pietra Spaccata sono poi gli stessi, i cui pozzi hanno titoli minerari scaduti perché sterili. La ex-provincia di Benevento si impegna solo dal punto di vista mediatico, sostiene di non trovare la disponibilità dei Sindaci, ma poi di fatto i termini del ricorso scadono, e il risultato è solo un debole parere sfavorevole sui due progetti.

Dal canto loro, invece alcuni sindaci, fanno un tentativo di ricorso, contro il progetto Pietra Spaccata. Al ricorso partecipano le Comunità Montane del Tammaro e del Fortore e i sindaci di Campolattaro, Fragneto Monforte, Pesco Sannita, Fragneto l’Abate, Reino, Baselice, Pago Veiano, Sassinoro, Santa Croce del Sannio.

Nel mese di Agosto, quasi a sorpresa, si apprende dall‘Albo Pretorio della Regione Campania che, la VIA non è più necessaria per i succitati progetti, in quanto trattasi di ricerche esplorative e non appunto, di “coltivazioni di idrocarburi”. E agli inizi di Ottobre di quest’anno il Consiglio di Stato boccia il ricorso dei Sindaci sanniti contro le trivellazioni: l’azione viene ritenuta dal Consiglio di Stato come una specie volontà di sostituirsi alla commissione di Valutazione Ambientale.

A complicare le cose il 12 Settembre arriva poi Il D.L “Sblocca Italia” che di fatto, sottrae agli Enti Locali alcune funzioni centrali per l’attività di programmazione e governo del territorio. In   particolare   si modificano le norme sulla prospezione, ricerca e   coltivazione    idrocarburi relativamente   all’esproprio   dei    terreni     interessati; le autorizzazioni avranno durata superiore a 30 anni e avranno effetto di variante urbanistica, cosicché i comuni saranno spogliati delle competenze strategiche relativamente ai Piani Regolatori.

Poche settimane fa Sandra Lonardo ha sollecitato i sindaci delusi dal recente rigetto, invitandoli ad una tavola rotonda a Morcone, in occasione della Fiera annuale. L’improvviso interesse per la questione della Lonardo, ci stupisce alquanto, mentre accogliamo con piacere l’intenzione dei sindaci di Reino e Morcone di impugnare lo Sblocca Italia.

Il M5S alla Camera, ha proposto e promosso presso i propri consiglieri e gli attivisti, istanze di mozioni comunali in tutta la Campania. Gli attivisti dei meetup riuniti del Sannio, hanno aderito a queste iniziative raccogliendo firme e protocollando in diversi comuni istanze per fare in modo che i sindaci chiedano al Governatore della Campania Caldoro, d’impugnare il decreto Sblocca Italia. Riteniamo però che queste azioni possano avere maggiore efficacia, se condivise tra tutti i cittadini e se discusse apertamente con le amministrazioni. A tale scopo gli attivisti del Sannio invitano Istituzioni, Comunità, Cittadini e Comitati a partecipare ad un incontro-dibattito proprio a Baselice , nella Sala Consiliare, alle ore 18.00, con la partecipazione dell’Europarlamentare Piernicola Pedicini. L’obiettivo è quello di trovare le azioni da intraprendere insieme per contrastare sia lo “Sblocca Italia”, sia le ricerche di idrocarburi e continuare a coltivare prodotti della terra “senza idrocarburi”.

p.s.: il 9 novembre ci sarà una manifestazione nazionale che coinvolgerà tutte le regioni italiane interessate dalle “trivellazioni” sia in mare che sulla terra ferma. Seguite la pagina facebook “SANNIO A 5 STELLE” per le tutte info aggiornate.

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Pubblicato il 29 ottobre 2014 su News. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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