2014 odissea….nel lavoro: parola ai lavoratori del 118!

Il lavoro è un’attività produttiva che implica il dispendio di energie fisiche e intellettuali per raggiungere uno scopo prefissato ed in generale per procurare beni essenziali per vivere o altri tipi di beni, non solo attraverso un valore monetario acquisito da terzi quale compenso.
Nel mondo moderno l’attività lavorativa viene esplicata con l’esercizio di un mestiere o di una professione e ha come scopo la soddisfazione dei bisogni individuali e collettivi.Il termine lavoro riporta al latino labor con il significato di fatica. 

In questi giorni nuovi presidi sono comparsi in città, questa volta sotto il gazebo ci sono i lavoratori del 118. Come sempre e senza far clamore anche noi ci siamo fermati per ascoltare e capire.Il servizio del 118 è stato preso in gestione dalla  Confederazione nazionale delle Misericordie d’Italia ; il servizio consiste nel fornire all’Asl alcuni lavoratori ed altri servizi minori come la manutenzione dei mezzi, l’ASL fornisce autoambulanze, gasolio e medici. Sostanzialmente il servizio è lo stesso con gli stessi autisti e con gli stessi infermieri che saranno “assunti” (in realtà trasferiti) dalla vecchia alla nuova affidataria e questo è garantito negli atti ufficiali di appalto. I lavoratori temono che con questo passaggio le loro garanzie ed il loro stipendio possano subire delle riduzioni e pertanto chiedono all’Asl e a tutti gli Enti coinvolti CERTEZZE E GARANZIE e non si accontentano delle promesse. E’ inutile sottolineare che il servizio del 118 è qualcosa di particolarmente delicato e di cosa si tratta poiché a tutti, prima o poi, è toccato dover “chiamare l’ambulanza”. E’ inutile anche sottolineare che sostanzialmente il problema è simile a quello di tanti altri lavoratori “esternalizzati”, anche la trasmissione tv Report ha dedicato varie puntate a questa tipologia di LAVORO che sostanzialmente consiste nel affidare a cooperative o aziende la fornitura del personale in modo che il costo di tali lavoratori non gravi più direttamente sull’Azienda. In mezzo c’è una altra ditta che paga i dipendenti e riceve il compenso globale e pertanto avviene che la stessa attività lavorativa viene pagata in modo diverso e i lavoratori hanno trattamenti e garanzie diverse. Nelle zone di Castel Volturno o a Rossano Calabro avviene qualcosa di simile : un PADRONCINO passa con un furgone e , all’alba, sceglie tra gli immigrati chi vuole lavorare alla sue condizioni poi prende i soldi dal contadino a cui serve raccogliere i pomodori o le arance e paga gli immigrati: l’unica cosa diversa rispetto al caso del 118 è che i “padroncini” lo fanno illegalmente. Ed allora diamo voce ai lavoratori del 118 di Benevento a cui siamo vicini come a tutti quei cittadini stretti nella morsa del “ricatto” e che vivono sperando di continuare a fare un lavoro per guadagnare il loro giusto compenso e per contribuire orgogliosamente al benessere di tutti.

Di seguito l’intervista fatta dagli attivisti del meetup Grilli Sanniti presso il presidio dei lavoratori del 118 a Benebento:

La questione del 118 è solo l’ultima in ordine di tempo state sicuri che qualcun altro è già pronto a risalire sulla GRU , che spunterà un altro presidio e intanto tutti parlano solo di LAVORO.
Ma quale lavoro vogliamo ? A chi serve lavorare e perché? Il reddito di Cittadinanza aiuterebbe a spezzare il ricatto del lavoro? Perchè in Spagna le 23 tipologie di contratto sono state ridotte a 4 e in Italia siamo ad oltre 48 e già altre “soluzioni” si affacciano all’orizzonte? Perché ci sono lavori e lavoretti, finte cooperative e finte aziende? A chi serve ? Chi ci guadagna ?
Dobbiamo riprenderci in mano i nostri soldi perché sono soldi pubblici, dobbiamo pretendere che vengano gestiti correttamente e che nessuno tragga benefici sulle spalle di chi chiede di campare onestamente dando offrendo il suo lavoro.
I politici non danno e non possono dare LAVORO, noi siamo capaci di lavorare i POLITICI devono fare il loro LAVORO e cioè gestire i soldi pubblici per il bene di tutti ed è per quello che vengono pagati.
Ricordiamoci di queste cose quando andremo a votare e, siccome per ridere non abbiamo bisogno di nessuno, possiamo anche ricordarci di Massimo Troisi che diceva :” ma è possibile che a Napoli nù lavoro normale nun c’è sta ?”

http://www.tubechop.com/watch/1849384

A riveder …………………..le stelle !!!!

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Pubblicato il 14 gennaio 2014, in News con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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